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NUTRIZIONE

ACNE E LATTE IN STRETTO RAPPORTO

rubrica curata da Paolo Palmas (consulente nutrizionale)

Pur essendo stato negato per anni, attualmente si sta facendo sempre più strada il rapporto tra acne e condotta nutrizionale; in particolare, entra prepotentemente sotto inchiesta uno degli alimenti più consumati al mondo, non solo dai bambini, il latte. E’ ciò che emerge dall’ultimo congresso Isplad di Dermatologia, tenutosi a Milano, dove vengono ripresi i dati di uno studio condotto dal Nurses’ Health Study e pubblicati sull’Indipendent.

In Letteratura sono ormai numerosi i lavori scientifici che documentato i problemi derivanti da una dieta ricca in latte e derivati, legati soprattutto all’iperinsulinismo che le proteine di questo gruppo inducono, aumentando così gli stimoli infiammatori, anche a livello cutaneo.

Finora non era mai stato dimostrato un nesso causale tra l’acne ed il consumo di latte; lo studio ha osservato più di 47000 donne, invitate a compilare questionari sulle proprie abitudini alimentari. I risultati non danno adito a dubbi: l’acne è risultato prevalente in coloro che bevevano molto latte e consumavano svariati prodotti caseari, mentre non sono state trovate associazioni con altri elementi nutrizionali, come per esempio il cacao.

Inoltre nel latte vaccino è stata riscontrata un’alta presenza di ormoni e di fattori di crescita che aumenterebbero la produzione di sebo; in particolare l’ IGF-1, il fattore di crescita dell’insulina, ha un caratteristico picco di crescita nei giovani tra i 15 e i 18 anni, coincidenti con la maggior espressione dell’acne. Questo fattore di crescita aumenterebbe anche del 10% attraverso il consumo di latte derivante da mucche sottoposte a trattamenti ormonali per incrementare la resa lattiera.

Un famoso dermatologo americano, Nicholas Perricone, per migliorare il problema cutaneo ha proposto un alto consumo di salmone ( meglio se selvatico), escludendo dalla dieta tutti prodotti lattiero-caseari. In effetti l’incremento del consumo di acidi grassi polinsaturi del pesce migliora il trofismo cutaneo, così come la riduzione delle proteine del latte diminuisce gli stimoli infiammatori.
Ancora una volta, se ve ne fosse bisogno, si ribadisce l’importanza delle abitudini alimentari nell’affrontare un problema che ha, oltretutto, costi sociali elevatissimi. La nutrizione come “causa” di benessere.

Paolo Palmas

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